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ENCICLOPEDIA DEL CINEMA IN PIEMONTE

Cortometraggi e Documentari



Le ragazze di Limone
Italia, 2009, HDV, 58', Colore


Regia
Barbara Allemand

Soggetto
dal romanzo "Tempo di anelli e di ragazze" di Domenico Clerico

Fotografia
Barbara Allemand

Musica originale
Maurizio Fiaschi

Suono
Luca Testolin

Montaggio
Barbara Allemand

Interpreti
Luisa Seravesi, Daiana Giorgi, Cinzia Tosello, Carlotta Gaddo, Marisa Blangero, Magda Casagranda, Andrea Adorno, Riccardo Forte, Piermario Blangero, Aldo Meinero, Giacomo Bellone, Niccolò Clerico, Stefano Eydallin, Bartolomeo Tosello, Rina Bottero

Produttore esecutivo
Comune di Limone Piemonte

Produzione
BAracan

Note

Docufiction con le testimonianze delle ex atlete della Nazionale Italiana Sci Nordico: Margherita Bottero, Franca Bottero, Anna Tosello,Rina Tosello.

Suono in presa diretta; sound designer: Eddy Fortini; assistente fonico riprese: Marco Briatore; assistente al montaggio: Alex Circhirillo; archivio fotografico: Andrea Bellone, Pietro "Fra" Tosello; altri interpreti: Dario Viale, Roberto Viale, Marco Giordanengo, Gianni Leonardi, Guido Massa, Massimo Del Conte, Vanda Chiappero, Maria Bellone, don Romano Fiandra, Andrea Audino, Gianpietro Marro, Luigi Carletto, Dino Repetto, Guido Pettavino, Arianna Dalmasso, Monica Dalmasso, Daniele Fantino, Matteo Segalla, Erik Pettavino, Matteo Fuschi, Olivier Bottero, Stefano Dametto, Alberto Sineo.

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Sinossi
Italia, Alpi occitane, 1953-58. Sei ragazze non ancora ventenni, tutte dello stesso villaggio, entrano nella Squadra Italiana di Sci nordico conquistando i più alti gradini sui podi nelle competizioni nazionali ed internazionali. Proiettate nella nuova realtà del turismo dello sci da discesa e della "dolce vita" legata alle rinomate località turistiche invernali nascenti, le atlete di Limone Piemonte rappresentano la purezza dello spirito sportivo, in una disciplina dove la fatica si faceva per passione, l'abbigliamento e l'attrezzatura tecnica non contava più del valore atletico e dove gli sponsor non avevano alcun interesse ad investire. Da un lato la vicenda umana delle ragazze ed il loro assoluto valore sportivo, dall'altro la scelta politica della Federazione che viste le nuovi leggi del mercato e la nascita della sponsorizzazione sportiva, decise di sacrificare lo sci da fondo proprio nel suo momento migliore a favore della discesa e della ricchezza che si portava dietro. Girato nel luoghi autentici della storia, il film ricostruisce l'avvicinamento allo sci competitivo delle ragazze, il loro difficile rapporto con una mentalità ancora fortemente maschilista e con una comunità montana chiusa e diffidente, il grande sacrificio e la gloria dei risultati ottenuti. Il vecchio mondo che si scontra con quello nuovo: le lunghe corse dove conta la tenacia e la forza di volontà e le nuove performances di discese di pochi minuti, dove a farla da padrone sono la velocità e le nuova sofisticata attrezzatura tecnica. Le atlete, intervistate, compaiono nel film, raccontando in prima persona aneddoti divertenti, intensi, fortemente emotivi e di grande valore socio-culturale.




Dichiarazioni
«Mi sono letteralmente innamorata di questa vicenda pazzesca di riscatto femminile e di dedizione totale al sacrificio. Le ho conosciute, le mie sei atlete, chiacchierando a the e pasticcini a casa mia. Abbiamo girato in fretta, un mese d'inverno, uno d'estate. Su quelle stesse piste dove vivevano e vincevano i trofei limonesi, i campionati italiani a Sestriere, quelli Cortina, nel '57. Che smacco per i molti di Limone che non credevano in loro. […] Le ho rese per quel che erano, una linguacciuta, una orgogliosa, una scontrosa e gelosa, tutte molto vere, come sono gli abitanti delle alture, abituati a vivere in pendenza. Imparano a camminare in salita. […] Le sei pioniere del femminismo vincevano perché avevano voglia di uscire fuori e vedere il mondo» (B. Allemand, “La Stampa-TorinoSette”, 12.3.2010).





«Loro, “Le ragazze di Limone”, erano considerate “il tornado della vallata” Falcavano la neve come coltelli affilati, con la leggerezza e la rapida potenza di chi controlla alla perfezione le lamine che porta ai piedi. Erano in sei. Neanche ventenni. Venute su insieme tra le montagne della borgata delle Alpi Occitane, nell'antico borgo della Val Germanasca. Le chiamavano “e cavallette” Sei sciatrici di Combinata Nordica, che tra il '53 e il '58 hanno dato passione e sudore allo sport. Che troppo presto sono state dimenticate. Campionesse tuttora viventi. Sulle cui storie la regista Barbara Allemand ha girato un divertente documentario, presentato in anteprima a “Piemonte Movie”. Cinquantotto minuti di storia, racconti e ricostruzioni del quinquennio che portò alla gloria Margherita e Franca Bottero, Anna e Rita Tosello, Elisabetta Astegiano e Elisabetta Bellone. Con contenuti che alternano diversi punti di vista, la cineasta riesce a ricostruire la loro vicenda. […] Il loro declino risale a quando la Fisi ha smesso di credere in loro, negando la partecipazione alle Olimpiadi e decretando la fine del sogno rosa di queste coraggiose “gazzelle” della neve» (L. Tortello, “La Stampa-TorinoSette”, 12.3.2010).


Scheda a cura di
Franco Prono

Persone / Istituzioni
Barbara Allemand


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